LE FONDAMENTALI ANALOGIE TRA PIANTA E UOMO di Milena Cattini Naturopata

Nell’universo ogni cosa è collegata, ogni entità influisce e viene influenzata a sua volta da ciò che la circonda; per quanto diverse possano sembrare pianta e uomo hanno molte similitudini tra loro.

Vediamole inseme………..

L’uomo ispira aria pura, l’ossigeno, e libera nell’aria un veleno: l’anidride carbonica.

La pianta assorbe questo veleno e lo trasforma in vita; libera così nell’atmosfera, attraversata dai raggi del sole, l’aria che entra nei polmoni degli uomini e degli animali.

L’uomo ha la testa in alto, immersa nella luce, e vive una esistenza cosciente, si chiede come vivere, cosa fare, perché accadono le cose e quando gli capiteranno. La sua coscienza è però ricolma di egoismi e di brame.

La pianta vive una esistenza senza brame, ma immersa in un sonno senza sogni, le sue radici affondano nella oscura terra, laddove non penetra la luce del sole e non giungono i pensieri e le emozioni.

Il fiore manifesta nel suo verde stelo la purezza della vita vegetale.

Le passioni che si agitano nel sangue degli uomini si dipingono nel loro volto attraverso tutte le sfumature del rosso, il rosso esplosivo dell’ira e dello sforzo estremo, il rosso acceso della passione carnale; il rosa dell’imbarazzo e del pudore; il pallore dello spavento, quando il sangue si ritrae

all’interno del corpo.

Ma l’uomo può nobilitare le proprie passioni e trasmettere ad esse la purezza della vita vegetale. Nell’immagine della rosa, il rosso del fiore sboccia sul verde del gambo. Per questo la rosa è il mistico fiore dell’occidente.

L’uomo si sviluppa lungo l’asse che congiunge cielo e terra, ma i suoi organi genitali sono posti in basso: la forza del sesso come gravità lo attira verso il basso, verso istinti terreni.

La pianta senza malizia mostra al cielo i suoi organi riproduttivi: il fiore si apre alla luce e riceve in sé il raggio del sole per una fecondazione priva di brama.

L’uomo e la pianta si dispongono così lungo lo stesso asse che congiunge cielo e terra. L’uno con il capo verso l’alto, che riflette nei suoi colori i colori del cielo, l’altra con le radici immerse nella terra.

Tra i due si pone l’animale, con la spina dorsale parallela alla terra, come il secondo braccio di una croce.

L’animale solleva il capo da terra, ma non lo alza al cielo. La corrente che attraversa il suo corpo tende a porlo in parallelo alla terra.

Le terra, il regno minerale, è la base; su questa base la pianta e l’uomo si dispongono lungo le due direzioni dell’asse verticale; l’animale in posizione orizzontale forma l’altro braccio della Croce del Cosmo.

Quindi noteremo come la similitudine fra pianta e uomo sia speculare e rovesciata l’uno dell’altro:

-la testa corrisponde alle radici in quanto parti dure e maggiormente mineralizzate; le radici mantengono un contatto con la terra mentre la testa si rivolge al cielo.

In questa relazione appaiono gli elementi terra-aria-acqua (liquido encefalico).

-la zona del torace, invece, corrisponde al fusto e alle foglie del vegetale, infatti entrambi gli esseri viventi compiono qui la respirazione e la circolazione. Il sangue e la clorofilla scorrono arrivando

poi ai tessuti per nutrirli.

-infine gli organi riproduttivi dell’uomo li possiamo affiancare ai fiori-frutti delle piante, in quanto zone di ricambio e riproduzione.

Avremo quindi che per disfunzioni a livello della testa utilizzeremo le radici, per disturbi nella zona centrale/toracica fusti e foglie, mentre per disturbi a livello genitale i fiori o frutti, supportando la teoria del simile che cura il simile.